giovedì 19 giugno 2008

Riflessione...

Sono stata ad un bellissimo e toccante incontro sul tema "Dall'altra parte", medici malati che si ritrovano ad essere pazienti e a vivere la poca umanità dei loro colleghi.
Io ho sempre sognato di fare il medico, fin da quando ero bambina nonostante nessuno dei miei familiare lo fosse, leggevo già da piccola riviste scientifiche e compravo libri sulla salute e sulle malattie. Ho sempre voluto aiutare le persone ed ho sempre avuto la presunzione di diventare un buon medico.
Mi ritrovo adesso a 32 anni ha realizzare il mio sogno così tanto voluto e desiderato e anche qsto mi dice che sarò brava proprio perchè è una scelta pensata, ripensata, voluta e sudata.
Durante qsti anni in cui ho fatto volontariato ho conosciuto medici e infermieri bravi e umani che mi hanno trasmesso qsta loro umanità e mi hanno sempre fatto capire che un paziente è un essere umano e non un oggetto, così quando diventerò medico cercherò di ricordare i loro insegnamenti e sarò un bravo medico perchè ascolterò, osserverò, consolerò e guarirò i pazienti ma se nn riuscirò a guarirli saprò accompagnarli con serenità e amore alla fine della vita.

venerdì 6 giugno 2008

Se

Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno
La perdono, e se la prendono con te;
Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,
Ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi;
Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
Se sai non ricambiare menzogna con menzogna,
Odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,
E a evitare di far discorsi troppo saggi;
Se sai sognare - ma dai sogni sai non farti dominare;
Se sai pensare - ma dei pensieri sa non farne il fine;
Se sai trattare nello stesso modo due impostori
- Trionfo e Disastro - quando ti capitano innanzi;
Se sai resistere a udire la verità che hai detto
Dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;
Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati,
Le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;
Se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo mucchio
E te lo giochi, all'azzardo, un'altra volta,
E se perdi, sai ricominciare
Senza dire una parola di sconfitta;
Se sai forzare cuore, nervi e tendini
Dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza,
A tener duro, quando in te nient'altro
Esiste, tranne il comando della Volontà;
Se sai parlare alle folle senza sentirti re,
O intrattenere i re parlando francamente,
Se né amici né nemici riescono a ferirti,
Pur tutti contando per te, ma troppo mai nessuno;
Se riesci ad occupare il tempo inesorabile
Dando valore a ogni istante della vita,
Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,
E, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo!

meglio tardi che mai..compito 6

Purtroppo non ho avuto modo di partecipare al seminario "I Care" per motivi di lavoro, e devo dire che mi è dispiaciuto molto.
Ho sentito da parte dei miei compagni tutti commenti più che positivi e dopo aver rivisto il filmato su youtube ne sono ancora più convinta, è stata una perdita!
Girando sempre per l'ospedale e trattando con i pazienti (soprattutto durente le mie giornate di volontariato in Misericordia) sono sempre più sicura che c'è bisogno di un sorriso e di empatia nel svolgere questo lavoro senza naturalmente tralasciare le competenze puramente mediche..
Il paziente deve sentire che sei una sicurezza, deve sentire la tua umanità xchè noi lo vediamo nel momento del bisogno, del dolore, siamo lì ad invadere la sua intimità quindi noi siamo la sua salvezza in ql momento, dobbiamo trasmettere fiducia anche solo con un sorriso o con una stretta di mano in modo che anche lui si fidi di noi e che non si senta solo e sperduto.